controllo

Filosofi e politologi sanno da tempo che le nostre società sono passate dal modello delle società di disciplina a quello delle società di controllo.

Il termine controllo è relativamente recente e come tale non figura nel grande dizionario si Tommaseo e Bellini1. Vi appare invece la voce “controllare” che Tommaseo considera una voce straniera che suggerisce di tradurre alla lettera come “contro-ruolo” e a cui fa corrispondere l’italiano “riscontro” e il verbo “riscontrare”. L’osservazione è molto pertinente perché il termine “controllo” deriva dal francese “contre–role” che è un registro che fa da riscontro a un altro. Si ha controllo ogni volta che si fa corrispondere un dato ad un altro, per verificarne l’esattezza, la validità o anche semplicemente la pura e semplice esistenza. A me sembra che il controllo, capillare e generalizzato che si sta instaurando nelle nostre società post-democratiche anche se può essere ed è certamente usato per degli scopi particolari poco edificanti, nella sua essenza non sia un mezzo ma piuttosto un fine, anzi il fine ultimo della vita sociale. La società tende al riscontro universale, al contro-ruolo generale di ogni cosa con un’altra. Vi è cioè un’ontologia del controllo: essere significa essere controllati come Berkeley diceva “esse est percipi”2.

Che in questo modo il controllo giri su sé stesso e che il riscontro tenda a sostituirsi all’atto di cui fornisce il contro ruolo, che esso prenda, in questo modo, il posto della vita, togliendole lo spazio di cui essa ha bisogno per vivere è certamente possibile anzi credo che questo è quello che sta avvenendo oggi sotto i nostri occhi. E’ stato detto, opportunamente, che lo stato moderno vive di presupposti che non può garantire. E’ possibile che un controllo assoluto e autoreferenziale sia la forma in cui questa assenza di garanzie ha raggiunto la sua massa critica e che lo stato moderno sia giunto alla fine della sua storia e che è questa fine che noi stiamo vivendo.

Questo io credo fermamente.

In questo senso il controllo universale corrisponderebbe parodicamente al sapere assoluto della filosofia hegeliana e, se nel paradigma di una religione ormai sottomessa e allineata, l’ultimo giorno coincideva col giudizio universale nella sua secolarizzazione informatica la nuovissima dies che viene continuamente aggiornata è quella del controllo universale, coi suoi dannati e i suoi eletti, i suoi sommersi e i suoi salvati.

Giorgio Agamben 10/11/2021

1http://www.tommaseobellini.it

2Essere è essere percepito.

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