L’Aquila, 2 anni in 10 minuti

delle volte la cura non basta, quel che conta è la qualità della cura.

L’architettura dei territori tende a produrre isole omogenee protette le une dalle altre, in nome della sicurezza si sezionano le aree urbane, si eliminano le diversità e si aumenta il regime di controllo.

Le città si dividono in gated communities e banlieues

Gli sfollati stanno in campi a cui è vietato l’accesso e alle comunità sono assegnati spazi isolati.

Mura e autostrade con corsie preferenziali fanno il resto.

In questo senso è molto interessante il video qui sotto che ripercorre i due anni passati dal terremoto dell’Aquila dove la ricostruzione, oltre a escludere la partecipazione della popolazione, applica in maniera rigorosa i nuovi dettami dell’urbanistica del potere.

Questa voce è stata pubblicata in fatti noti e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...