Meritocrazia. Quattro proposte concrete per valorizzare il talento e rendere il nostro paese più ricco e più giusto

Dall’omonimo libro di Roger Abravanel (Ed. Garzanti, 2008), una lettura critica e un po’ di citazioni.

tommaso

“Meritocrazia significa che i migliori vanno avanti in base alle loro capacità e ai loro sforzi, indipendentemente da ceto e famiglia di origine e sesso”. (pag 19)

“Pure in tanto caos, oggi, quando si parla di meritocrazia nella società americana il significato del termine è chiaro: serve a distribuire le opportunità a milioni di persone, selezionandole attraverso un sistema universitario puntualmente monitorato, per poi inserirle nel mondo del lavoro”. (pag 51)

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“[il sogno americano] poggia su due pilastri essenziali del merito: la responsabilizzazione di ciascun individuo sulle proprie azioni e le pari opportunità”. (pag 60)

“Il rispetto del principio della «legge e ordine» è un buon esempio. Una giustizia rapida e senza compromessi è uno dei valori di riferimento della società americana, riguardo sia al rispetto del codice penale sia di quello civile. Negli Stati Uniti due milioni di persone sono in carcere o agli arresti domiciliari: in relazione all’intera popolazione, è dieci volte la media del mondo occidentale. Ciò che è straordinario è che la maggioranza dei prigionieri nelle carceri americane è convinta di meritarsi la propria pena”.” (pag. 61)

“il protagonista di Morte di un commesso viaggiatore, il dramma di Arthur Miller che racconta la storia di un commesso viaggiatore che vive nel sogno del successo dei propri figli4, incarna alla perfezione il meccanismo degli incentivi delle società meritocratiche di stampo anglosassone, mentre l’impiegato statale nel Castello di Franz Kafka (egli stesso un impiegato) è il simbolo delle aspirazioni del cittadino europeo”. (pag 67)

“Ci vorrà ovviamente del tempo per valutare l’impatto storico di Tony Blair nei suoi due mandati al numero 10 di Downing Street, ma gli inglesi iniziano a rendersi conto che la sua riforma del servizio pubblico inglese è stata molto importante, in gran parte grazie alla riforma dell’educazione della delivery unit. Forse il tempo farà dimenticare il fallimento della guerra in Iraq, mentre i miglioramenti testimoniati da milioni di inglesi nella vita di ogni giorno – per esempio nella scuola – sono già tangibili”. (pag 300)

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“anche se la forbice tra chi è più ricco (perché se lo merita) e chi è più povero (perché non se lo merita) aumenta è necessario che aumenti la media del benessere di tutti. L’intera società deve beneficiare della leadership migliore che essa produce. È esattamente ciò che è avvenuto in sessant’anni di rivoluzione meritocratica americana e nel Regno Unito (soprattutto a partire dall’era Thatcher), che ha alimentato uno straordinario sviluppo economico, creato dai migliori selezionati nella società”. (pag 74)

“Terzo, il grande aumento dell’immigrazione offre opportunità di manodopera di diverso grado e livello di competenze e abilità da inserire al meglio nelle proprie economie”. (pag 87)

“Oltretutto il concetto di «debole» si è profondamente evoluto negli ultimi quindici-vent’anni: oggi le opportunità create dalla globalizzazione e dall’economia postindustriale deo servizi e dell’high tech sono così numerose (o almeno vengono ritenute tali) che negli Stati Uniti comincia a serpeggiare il credo che i parassiti di oggi siano i poveri e non i ricchi, come suggerisce il premio Nobel Ken Arrow”9.(pag 115)

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“Una vera politica di azzeramento dei privilegi per i bambini dotati delle famiglie che si trovano al fondo della scala sociale non significa solo affrontare la povertà del nucleo famigliare di origine: è necessario attaccare il problema della «disuguaglianza culturale» della famiglia di origine nei primi anni di vita”. (pag 103)

“Nel mondo anglosassone – già molto più avanti in questo senso rispetto all’Europa continentale – la grande sfida per arrivare a una società più meritocratica si gioca dunque sul fronte dell’educazione preuniversitaria che, se veramente meritocratica, può ridurre enormemente l’handicap famigliare”. (pag 105)

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“L’analisi delle cause della spaventosa disuguaglianza sociale italiana esula dai temi di questo libro. Ma non sono necessarie analisi troppo sofisticate per comprendere che un paese che tassa il reddito da lavoro e non quello da capitale (le tasse di successione sono state eliminate dai governi di destra e di sinistra) e dove le donne non lavorano e quindi non possono integrare il reddito dei mariti, non puo’ avere elevata eguaglianza sociale”. (pag 161)

“Quindi sorprendentemente, l’Italia è con ogni probabilità la società più diseguale tra le economie occidentali, a causa della bassa mobilità sociale. La mancanza di meritocrazia, che non permette ai migliori di salire sull’ascensore sociale, qualunque sia il loro livello di partenza, rende la nostra società la più diseguale”. (pag 166)

“I giovani italiani sono sempre più influenzati dalla cultura antimerito nella famiglia (le mamme che non incitano più i propri figli a essere i primi della classe) e nella scuola (emblematica la storia della maestra che chiama a colloquio una mamma e le dice: «Sua figlia è brava, diligente e intelligente ma ha un problema da correggere subito: ha troppa voglia di primeggiare»)”. (pag 170)

“Alcuni psicologi sostenevano che non bisognerebbe discriminare tra bravi e meno bravi. Altri sostenevano addirittura che i test sarebbero dannosi per l’equilibrio dei giovani, dato che creerebbero una pressione eccessiva da parte dei genitori per spingere i figli a salire nelle classifiche. Dettaglio emblematico: il dibattito avveniva nel «Corriere della Salute», in una sezione che descriveva un’inchiesta sulla origine delle malattie mentali”. (pag 321)

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“In genere si ritiene che per assicurare eguaglianza di opportunità bisogna dare a tutti la stessa qualità di istruzione: gli studenti più bravi devono progredire pazientemente, al ritmo dei più lenti; la classe deve imparare, ma tutti insieme; l’università deve essere aperta a tutti e i professori più bravi non possono concentrarsi in un’unica università ma spostarsi sul territorio per offrire a tutti le stesse risorse”. (pag 256)

“In questo la scuola italiana riesce abbastanza bene: le scuole sono piene di figli di immigrati e «tutti vanno a scuola». Cosa chiedere di più al sistema educativo?”

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“Nell’energia elettrica si è ridotta la concorrenza dove era possibile, cioè nella generazione (le centrali elettriche): così dal monopolio dell’ENEL si è passati a diversi nuovi concorrenti come Edison e Energia. I prezzi non si sono ridotti a causa dell’aumento dei prezzi del petrolio, ma si è investito significativamente rendendo molto più efficiente il parco delle centrali e creando le premesse per lo sviluppo delle imprese in altri Paesi e in altre tecnologie, come le fonti rinnovabili”. (pag 336)

“I farmaci OTC (senza prescrizione) possono essere oggi distribuiti tramite i supermercati, ma i farmaci a prescrizione continuano ad essere distribuibili solo attraverso le farmacia tradizionali che però per legge non possono essere acquisite dalle catene internazionali come la Alliance Boots di Stefano Pessina”. (pag 338)

“Un altro esempio di colossale fiasco di (de) regolamentazione è quello dell’acqua, il cui tentativo di creare dei soggetti pubblici e privati con concessioni provinciali integrate (adduzione, distribuzione, trattamento) è fallito clamorosamente”. (pag 338)

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“La stessa Wikipedia è una piattaforma meritocratica molto sui generis, ed è espressione del merito del libero mercato”. (pag 60)

“Michael Young sosteneva che il merito deve essere misurabile: «Prima dell’avvento della meritocrazia l’anzianità godeva di uno splendido vantaggio: quello di essere misurabile»”. (pag 68)

“Tra i miti fondanti della repubblica romana, che era pur sempre basata su un sistema famigliare molto forte, vi è quello del suo fondatore, Lucio Giunio Bruto, uno dei primi consoli, che personalmente condannò a morte i propri figli, assistendo all’esecuzione, per aver violato le regole dello Stato. Che il fatto sia avvenuto o meno, questo mito indica chiaramente la necessaria prevalenza, per lo Stato repubblicano e meritocratico, delle regole della comunità su quelle del clan”. (pag 183)

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