prima o poi bisognerebbe parlare di dio

prima o poi bisognerebbe parlare di dio, non nel senso dell’Essere Trascendente da cui tutto dipende che, a seconda delle culture e tradizioni, dà gioia o dolore secondo uno schema che resta immutato da tempi immemorabili

no, mi riferisco a quel dio con la d-minuscola che garantisce l’immunità al nostro senso morale, il dio da invocare per non imprecare, l’autorità che ci accoglie e ci protegge, a cui appoggiare il ragionamento quando traballa nell’incertezza. Il dio delle stragi e del giudizio, delle scelte nette.

parlo, per esempio, del Comunismo (con la C maiuscola)

della Patria,

della Costituzione,

è il dio delle crociate,

è il dio po

è il dio del Diritto in quanto ragione astratta, misura laica della colpa,

della Psicologia, che della colpa è il perdono.

Ma sopra tutti è il dio Denaro, che ha legato le nostre vite con un filo invisibile e sottile

Come tutti gli dei il Denaro è una verità indimostrabile, influenza il modo di rappresentare la realtà e in questo modo ne determina delle modificazioni. Se pero’ smettessimo tutti di credere alla verità del denaro la realtà resterebbe immutata e solo noi resteremmo orfani di rappresentazione. I pomodori resterebbero tali, il male di piedi anche, gli odi e gli amori non subirebbero alcun contraccolpo. Ci resterebbe tra le mani un vuoto imbarazzante e forse molta paura di non farcela, ma la dotazione base di risorse necessarie all’esistenza dell’umanità sarebbe la stessa.

Molte cose andrebbero organizzate diversamente, molte cose non avrebbero piu’ senso, mutata la cornice, ma la scarlattina avrebbe lo stesso decorso di sempre.

Un dio ci serve, ci protegge nelle tempeste, ci dà coraggio nelle notti stellate quando attraversiamo le praterie, ci rassicura quando siamo a casa, nel nostro condominio pieno di sconosciuti, quando il cellulare non squilla, quando il biscotto non ci rende felici come lo abbiamo visto fare in televisione. e ci aiuta a fare bene le cose, o quantomeno a pensare di farlo.

Di un dio talvolta abbiamo bisogno, un punto di riferimento, e l’uomo organizza la sua vita secondo i suoi bisogni, così organizza la sua forma di dio. E poiché gli uomini sono diversi si danno degli dei diversi.

Del bisogno non possiamo dire che sia ‘una verità indimostrabile’, anzi, è tra le verità più dimostrate. Quindi prima ancora di rispondere alla domanda se dio esiste dobbiamo riconoscere che esistono i suoi fedeli.

Questo dio, immanente o trascendente che sia, talvolta si fa prendere la mano e stravolge il bisogno che lo ha generato. Non sempre, e non è una buona ragione per buttare, insieme all’acqua calda, anche il bambino. Pregare è un buon modo per sopportare delle sconfitte non per superarle. Anche qui necessita calma e discernimento.

prima o poi bisognerebbe parlare di dio, questo è solo un accenno

tommaso, 21 aprile 2010

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