L’imputato

«Cara còzzeca, tu staie inguaiate»,
decette’o magistrato, «’o fatt’è chisto,
ccà nun te salva manco Giesù Cristo;
o l’ergastolo, o fucilata.
Qui ci sono le prove, figlia mia…
tu hai portato il becillo del colera…
La tua presenza è una presenza nera:
’a gente more all’erta mmiez’a via.
Che’ dici a tua discolpa?». «Ecco vedete…
affunn’ ’o mare ‘a cozzeca s’errangia»,
dicette l’imputata, «e lo sapete…
là ssotto, preside, para l’inferno!
Chello c’arriva ‘a cozzeca se mangia:
si arriva mmerda, arriva dall’esterno!»

Eduardo De Filippo, 1973(*)

(*) il 1973 è l’anno dell’epidemia di colera che colpì diverse località italiane ed in particolare la città di Napoli

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qualcosa

vabé

qualcosa
dovremo pur dirci,
ancora,
sul tema
del giorno,
prima che faccia notte

ommot 4 ago 2021

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per poi restare con un Palmo d’amore

Domitilla Pirro – “Nati nuovi, l’apocalisse dei ragazzini

Effequ, maggio 2021, Milano

Capita comunemente, ai giorni nostri, di condividere tristi considerazioni sul gap generazionale che ci separa dai più Nuovi.

Capita come è probabilmente capitato sempre.

Questi ragazzi, che non conoscono la storia, che si contentano di cacofoniche litanie spesso, per fortuna, indecifrabili. Questi che si direbbe non c’è la faranno mai. Quel punto lontano laggiù…

Noi Grossi (taluno lo è anche di fatto), nel pieno di una matura sensibilità, biasimiamo spesso amaramente simili squarci nella continuità delle esistenze. I più benevoli si limitano a scuotere la testa mentre flotte di determinati dedicano anima e corpo a dar vita a eventi, laboratori, attività di sociale utilità, allo scopo di riportare il gregge smarrito all’ovile della conoscenza e della responsabilità.

– * –

L’amore è un sentimento che impara presto a parlare lingue inconosciute, anche le più difficili. Albergando nei sogni di ciascuno, usa per manifestarsi miliardi di declinazioni, inusitati accenti, parole sorprendenti. L’amore è fatto per stupire.

Nulla quanto il sogno amoroso sa unire punti lontani e fa convergere linee parallele.

– * –

2/6/2021, ore 17.30 circa – RAI Radio3, Farenheit, il libro del giorno

Loredana Lipperini intervista Domitilla Pirro: l’Autrice.

«Questa sparizione degli adulti che c’è ne “Il signore delle mosche” di Golding, come è in romanzi più vicini a noi, come “Battle Royale” ma anche in “Hunger games”, dove il mondo adulto sparisce proprio ed è qualche cosa che accade anche in “Anna” di Niccolò Ammanniti, ma secondo lei perché diviene così frequente questa necessità narrativa di cancellarli, gli adulti?»

«Perché sono inefficaci»

– * –

Un’amica a cui ho segnalato la trasmissione mi chiede:

«Chi scrive è un bambino? Perchè risponde con le terza persona plurale?»

Bella domanda. No, Domitilla (una menzione fuori gara ai suoi genitori per un nome tanto azzeccato) non è una bambina, è innamorata.

Quella di “Nati nuovi” è una strana storia in cui si ha a che fare, sì, anche con una vicenda d’amore ma che soprattutto è scritta con le parole dell’amore che l’autrice ha per quel punto lontano lontano, oltre il gap generazionale.

Per delle ragioni, ma soprattutto con dei mezzi, che lasciamo scoprire al lettore, il Palmo, ossia

  • Vera, età 12
  • Ari, età 4/5
  • Gec, età quasi 11
  • Lena, età 11
  • Rica, età la stessa di Lena
  • Gabri, età 10

prende corpo affrontando una vicenda indiscutibilmente traumatica e nuova senza nessuno a cui dover (ops, poter) chiedere un consiglio.

Così Domitilla ci spara nella testa di questi bambini e ci mostra come si vede il mondo con i loro occhi. Siamo prima del “principio di causa ed effetto”, ben al di qua di ogni consapevole “prospettiva di cambiamento” mentre paura e dolore, amicizia e cura sono quel che sono, elementi naturali, privi di alcuna sovrastruttura. Siamo dove i cuori possono essere due, e uno è dentro il ginocchio.

Ci deve essere voluta una bella forza e una grande passione per scrollarsi di dosso tutta la retorica della ragione per portarci sulla vena aperta della crescita e della conoscenza.

Ribaltando i ruoli della narrazione si riesce a leggere quanto inefficaci, appunto, sappiano essere gli insegnamenti dei Grossi, e quanto male possano arrivare a fare. Si impara a non sottovalutare e, anzi, a portare rispetto per delle prospettive a noi molto lontane.

Il trauma che avvolge la vicenda non riesce però a dominarla (la parola dominio non è, infatti, nel vocabolario dei Nuovi), piuttosto l’accompagna, lasciando spazio ad una crescita nelle cose tutte, belle e brutte.

L’amore di Domitilla per quelle creature (che sono un po’ come quel che nascondiamo tra gli ospiti dei nostri sogni) ci aiuta a riconoscerle e in parte a conoscerci ancora. Le sue parole crude sono la lingua universale delle esistenze, e delle loro fini.

Forse è così che deve essere, forse è così che quando deve succedere succede. Una necessaria dose di dolore che lascia spazio ad un mondo nuovo, diverso. Il cambiamento.

Ommot 27/7/2021

La puntata di Farenheit con la chiacchierata tra Lipperini e Pirro si può riascoltare qui

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Favolacce

Al cinema capita di affidare alla voce dei bambini il racconto dei diversi colori del mondo che ci circonda. L’innocenza delle parole si fa specchio fedele di una realtà senza imporre sovrastrutture o chiavi interpretative rendendo, con efficacia, quanto di storto abbiamo intorno. Il risultato può essere un pugno allo stomaco, il contrasto tra la forma e il contenuto della narrazione senz’altro esaltano il messaggio.

E’ il caso di Favolacce, bel film dei fratelli Fabio e Damiano D’Innocenzo (2020) dove alla pagine del diario di una ragazzina della periferia di Roma è affidato il racconto di vite difficili, fatte di molte sconfitte (il lavoro, le relazioni interpersonali, …) e qualche illusoria soddisfazione (i bei voti della pagella, …). E’ un racconto crudo, con un uso estremo al limite dell’inintelleggibilità del linguaggio dialettale, che rimarca il realismo della scena, in cui un gruppo di famiglie partecipa allo sgretolarsi delle sue certezze sino all’apoteosi della tragefia finale.

Impagabile il dialogo ‘tra uomini’ di Bruno (Elio Germano) con Pietro (Max Malatesta), amici-nemici, che condividono lo stereotipo del maschio cacciatore. Paradigmatico il concentrato di contraddizioni che attraversa il barbecue del giardino di casa Placido, la pellicola sarebbe un ottimo esempio di neorealismo se non fosse per il diabolico ruolo del professor Bernardini, che tiene alto il filo della tensione ma lascia una gamba del film nel campo delle fiabe, seppure dell’orrore.

Alla fine l’amore più che la lucidità salverà Amelio (Gabriel Montesi), che ci lascerà con un lumicino di speranza piccolo piccolo. A conferma che più che una favola questa è una favolaccia che fa bene vedere anche se non serve a rasserenare.
Bravi gli attori, tutti, compresi i più giovani.

Il film è stato presentato in anteprima al festival del cinema di il 25 febbraio 2020 dove ha vinto un meritato Orso d’argento per la miglior sceneggiatura.
La distribuzione del film nelle sale cinematografiche italiane era in programma per il 16 aprile 2020, ma a causa della pandemia, la pellicola è stata distribuita sulle piattaforme on demand a partire dall’11 maggio 2020.

Regia di Fabio D’Innocenzo, Damiano D’Innocenzo. Con Elio Germano, Tommaso Di Cola, Barbara Ronchi, Giulietta Rebeggiani, Gabriel Montesi, Justin Korovkin. Italia 2020.

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Dove siamo finiti

by LHDEMIA

Questa animazione è uno scherzo, un gruppo piccolo si tiene strette le mani, registra l’assurdo, fotografa l’impensabile, sorrisi e dolori, legge le scritte sui muri, ascolta i messaggi nelle metropolitane, chiede un contributo agli amici cercando di rendere la realtà pre-razionale ma fortissima con cui ci siamo tutti dovuti confrontare.

Dura 11 minuti, ci han detto che è lungo, vero che i mesi sono 12 e per dodici mesi siamo passati, c’è meno di un minuto al mese.

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*La storia del drago che cavalcò la seconda onda*

audioriassunto in 14 puntate su come l’onda si fece Draghi

Indice

Summary #01 17/10/2020 – 17/11/2020: Confindustria

Summary #02 18/11/2020 – 29/11/2020: Lombardia

Summary #03 29/11/2020 – 05/12/2020: Sputnik

Summary #04 06/12/2020 – 13/12/2020: Mose

Summary #05 14/12/2020 – 21/12/2020: Moira

Summary #06 22/12/2020 – 27/12/2020: Frontiere

Summary #07 28/12/2020 – 01/01/2021: Il discorso del Presidente

Summary #08 02/01/2021 – 07/01/2021: Sciamani

Summary #09 07/01/2021 – 12/01/2021: Dirigenza

Summary #10 13/01/2021 – 19/01/2021: Mattei

Summary #11 20/01/2021 – 28/01/2021: Colori

Summary #12 28/01/2021 – 04/02/2021: Lotteria

Summary #13 05/02/2021 – 11/02/2021: Draghi

Summary #14 12/02/2021 – 19/02/2021: Il drago e il cavaliere

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Summary #14 12/02/2021 – 19/02/2021: Il drago e il cavaliere

Riepilogo parzialissimo di alcuni eventi ritenuti salienti in relazione alla pandemia Covid-19 e alla sua gestione in Italia nel periodo che intercorre tra il 12/02/2021 e il 19/02/2021  

Le voci sono del GR3, delle 13.45 e delle 18.45. In rari casi ci sono pezzi dei TG regionali. Rigorosamente in ordine cronologico e non “pasticciati”.  

Una sorta di “time lapse dell’informazione”.  

Musica da AC/DC, “Hells Bells” e un piccolo cameo di Carmelo Bene
0mmot

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Summary #13 05/02/2021 – 11/02/2021: Draghi

Riepilogo parzialissimo di alcuni eventi ritenuti salienti in relazione alla pandemia Covid-19 e alla sua gestione in Italia nel periodo che intercorre tra il 05/02/2021 e l’11/02/2021  

Le voci sono del GR3, delle 13.45 e delle 18.45. In rari casi ci sono pezzi dei TG regionali. Rigorosamente in ordine cronologico e non “pasticciati”.  

Una sorta di “time lapse dell’informazione”.  

Musica da Wolfgang Amadeus Mozart, “Requiem”

0mmot

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